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domenica 8 gennaio 2017

step22-il colore in architettura

Il colore in architettura


Il Monastero di Marmashen

Il complesso monastico di Marmashen (Armenia), a 8 km sud ovest della città di Gyumri, subito dopo il villaggio di Varambert, si staglia sui frutteti lungo il fiume Akhuryan, accanto a un ruscello che termina in una cascata.
Qui si possono visitare tre chiese di un incantevole tufo color albicocca costruite l’una accanto all’altra vicino a un frutteto, oltre alle rovine e alle fondamenta di altri edifici.
Tufo deriva dal latino: Tofus o Tophus, è una roccia magmatica, in particolare è la più diffusa delle rocce piroclastiche.
Monastero di Marmashen
per maggiori curiosità visitare la pagina: http://www.atb.am/it/armenia/sights/christ/marmashen/
 

 

step20-i colori della moda

I colori della moda


''Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli. Questo termine è spesso correlato al modo di abbigliarsi. La moda - detta anche, storicamente costume - nasce solo in parte dalla necessità umana correlata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati. In realtà l'abito assunse anche precise funzioni sociali, atte a distinguere le varie classi e le mansioni sacerdotali, amministrative e militari.
Fino all'invenzione dei primi giornali nel Seicento, la moda si diffuse in modo lento, per poi accelerare il suo sviluppo. Prima e dopo quel secolo, guerre, viaggi, matrimoni, lettere di signori e perfino spionaggio, furono i sistemi più usuali per conoscere nuove fogge. Tipico è l'esempio delle conquiste dell'Impero romano che introdussero in Italia le braghe, le maniche, la pelliccia.
L'esplorazione dell'Oriente sui percorsi della Via della seta servì a far conoscere motivi insoliti che furono in particolare usati per la realizzazione di tessuti in seta''
 [Fonte:.https://it.wikipedia.org/wiki/Moda]
Per questo step ho scelto tre abiti di 'Elisabetta Polignano Atelier'  ispirati ai colori, ai profumi e all’eterno fascino dell’India.
Le modelle sono delle vere e proprie geishe vestite con abiti sinuosi ed eleganti di mikado di seta.
Il mikado di seta, molto amato in Oriente, è un tessuto davvero prezioso e perfetto per la creazione di abiti da sposa: è il prodotto finale di una lavorazione particolare della seta caratterizzato da una brillantezza davvero unica. Ha origini giapponesi e prende il suo nome dall’imperatore che introdusse questa particolare lavorazione della seta.






abiti arancioni
[per vedere tutta la gallery della collezione guardare il seguente sito:http://www.thedress.it/15602/collezione-sposa-elisabetta-polignano-2016/]

step19-anatomia di un colore

 Anatomia di un colore

Ciao a tutti!
Sono il color Albicocca, sono figlia del giallo e del rosa, che mi hanno chiamata così perchè ho un colore simile al frutto dell'albicocca, che infatti porta il mio stesso nome, anche se in realtà, sono leggermente più pallida rispetto al vero colore del frutto. Ho due sorelle, il colore Albicocca chiaro e Albicocca pallido, e una grande famiglia che comprende molte tonalità simili alla mia;
una delle tante foto che ho con parte della mia famiglia è questa qui:
palette di arancioni
in verità nella foto mancano molti dei miei parenti, cosa che spesso accade perchè siamo una famiglia davvero troppo numerosa!
Ho una vita molto impegnativa perchè tutti i giorni aiuto moltissime aziende nei lavori piu svariati, infatti collaboro con loro per la produzione di vari prodotti come per esempio vernici,mobili,fiori,oggetti da arredamento o da cosrtuzione ma anche cosmetici e capi di abbigliamento. Vi faccio vedere qui alcuni dei miei lavori preferiti:














Però la volta in cui mi sono divertita di più a lavorare è stata molti anni fa, di preciso nel 1888, quando ho aiutato  un tizio molto strano e particolare di nome Vincent Van Gogh a realizzare un quadro che chiamammo ''Apricot Trees Blossom'':
"Apricot Trees Bossom", Van Gogh
La mia infanzia non fu tuttavia cosi travagliata com'è il mio presente, la passai quasi tutta ad approfondire la mia amicizia con il frutto Albicocca essendo curiosa di capire come mai i miei genitori mi avessero dato il suo stesso nome. Ora noi due siamo inseparabili quindi se mai aveste bisogno di me e non mi trovaste in giro, venitemi a cercare sul mio amico frutto!







































sabato 7 gennaio 2017

step18-le arti pittoriche

Le arti pittoriche

Il colore albicocca, oppure genericamente il colore arancione, nel passato serviva solo da contorno a quadri classici che privileggiavano colori primari o più neutrali, oppure si limitava a prendere parte, nella maggior parte delle volte, alle nature morte . Divenne invece protagonista negli anni a venire, in particolare durante l'espressionismo, che privilegiava colori accesi e forti, come appunto l'arancione. 
 L'Espressionismo si manifestò principalmente in due aree diverse: in Francia nelle opere dei Fauves (Belve) e in Germania in quelle del gruppo Die Brucke (Ponte). Gli espressionisti erano accomunati dalla volontà di esprimere tensioni, stati d'animo e sentimenti attraverso la violenza del colore, la sintesi della forma, l'incisività del segno. I soggetti preferiti furono i nudi, i paesaggi, le scene di vita quotidiana e le città.
Il quadro che ho scelto che secondo me può rendere bene l'idea è ''Turning Road'' del pittore Derain appartenente proprio al gruppo dei Fauves

Il Turning Road,  129.5x195 

"turning Road" Derain, 1906 

 

step16-nel design

Nel design

Anche nel design si usa molto il colore in esame, vediamo per esempio:


  • Bilancia Terraillon design Marco Zanuso anni 70
Bilancia terraillon
 Bilancia da cucina disegnata da Marco Zanuso e Richard Sapper per Terraillon dal 1969 al 1971. Dal bel colore arancio misura cm 11,5 altezza da chiusa x cm 11 prof.x cm 16,5 larghezza 


  • Lampada eclisse
lampada eclisse
Eclisse è una lampada progettata dal designer italiano Vico Magistretti nel 1965 per l'azienda italiana d'arredamento ed illuminazione Artemide che ha avviato la sua produzione nel 1967. Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più rilevanti del XX secolo e divenuta uno dei simboli del design italiano nel mondo.
Si tratta di una lampada da tavolo, a luce diretta o diffusa, ma concepita anche per l'installazione a parete; il concetto, come è facile intuire, deriva dal fenomeno astronomico che si rispecchia sul progetto non solo nel nome, ma anche nelle caratteristiche formali e tecniche della lampada stessa. La lampada infatti permette al suo utilizzatore di oscurare, a suo piacimento, la fonte di luce sovrapponendovi a scorrimento un corpo tondo pieno e quindi di regolarne il flusso luminoso; se la fonte di luce viene completamente coperta rimane solo il bagliore esterno che ricorda un'eclissi totale. La lampada riceve subito attenzione internazionale, l'interesse le viene dato sia per l'originalità formale, sia per l'armonia estetica sia, soprattutto, per l'innovazione in campo luminoso. Riceve il premio Compasso D'oro l'anno stesso della sua messa in produzione: 1967. La lampada è ancora in produzione, tuttavia i modelli più recenti ricevono una lieve modifica progettuale, ovvero l'inserimento di una rotella nera, per regolare il fascio di luce senza toccare direttamente la sfera interna, al fine di non scottarsi.
[fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Eclisse_(lampada) ]