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sabato 7 gennaio 2017

step14-chimica

Chimica

L'albicocca è un frutto ricco di vitamine, in particolare di vitamina A e C.
La vitamina A è una vitamina liposolubile, in natura si trova in diverse forme. Con il termine di vitamina A vengono indicati sia il retinolo che i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici.

Retinolo:
  • struttura
  •  formula bruta     C20H30O


La vitamina C è composta dell'acido L-ascorbico, un composto organico presente in natura con proprietà antiossidanti. È un solido bianco che in campioni impuri, inumiditi od ossidati dall'ossigeno atmosferico può apparire giallastro. Si tratta anche di una vitamina idrosolubile, essenziale nell'uomo, ma non in tutti i mammiferi.

Acido ascorbico:
  • struttua:




  •  formula bruta C6H8O6

Ricordiamo inoltre che nell'albicocca sono presenti anche minerali come sodio (Na), potassio (K), ferro (Fe) e calcio (Ca)



























 
  




 



step06- i colori nella scienza

I colori nella scienza

Diversi ambiti scientifici ebbero e hanno tutt'ora come soggetto principale o secondario lo studio del colore albicocca (o meglio arancione).
Tra questi la scienza che primeggia è senza dubbio la fisica, che con i sui studi sullo spettro visibile vede come protagonisti i colori che l'occhio umano riesce a percepire tra il rosso e il violetto, tra cui quindi c'è anche il color arancione con tutte le tonltà a esso associato
Spettro visibile



Un'altra scienza da citare è la cromoterapia, una medicina alternativa che fa uso dei colori come cura delle malattie, che li considera i mezzi per auitare il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio.
L'efficacia della cromoterapia è tuttavia contestata dalla comunità scientifica, in quanto nessuna pratica cromoterapica è mai stata in grado di superare uno studio clinico controllato, ed anche i presupposti della teoria sono considerati scientificamente incoerenti.



Un altro campo in cui questo colore è il soggetto, è l'astronomia: all'epoca, le molecole di metano presenti in atmosfera, demolite dalla luce solare, davano origine a complessi idrocarburi che a loro volta formavano una nebbiolina arancione attorno al nostro pianeta. Una caratteristica che potrebbe risultare importante nella nostra ricerca di esopianeti abitabili. Questi mondi inesplorati potrebbero essere circondati da un bagliore dello stesso colore, derivante o da processi biologici come sulla Terra delle origini
Pianeta Terra
 http://www.focus.it/scienza/spazio/quando-la-blue-marble-era-arancione



Non possiamo tuttavia dimenticarci di importantissimi altri studi come quelli sulle eruzioni vulcaniche, sui minerali e sui cibi